Infertilità - Cause

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si parla di infertilità nel caso di incapacità a concepire dopo 12/24 mesi di rapporti mirati non protetti. Questo fenomeno interessa circa il 15% delle coppie.

definizione infertilità

L’infertilità può essere definita primitiva nel caso la coppia non abbia mai concepito e secondaria quando la coppia ha avuto in passato un periodo di accertata fertilità.

Scopo della fecondazione assistita è quello di poter mimare “in vitro” ciò che avviene naturalmente “in vivo”, sia a livello di fecondazione che di crescita e sviluppo pre-embrionale a diversi stadi.

Con il termine di PMA Procreazione Medicalmente Assistita, si fa riferimento all'insieme delle metodiche (mediche e di laboratorio) volte a superare l'impossibilità o la difficoltà a concepire spontaneamente, volte cioè a porre rimedio all’infertilità.

La Riproduzione nella specie Umana è un processo molto complesso, non ancora del tutto conosciuto, e che si articola in varie tappe, ciascuna delle quali deve svolgersi in maniera perfetta ed in perfetta sincronia con le altre.

Nel momento in cui una coppia infertile si rivolge al medico o a centri specializzati per una richiesta di assistenza medica, deve essere consapevole che inizia un percorso che può durare a lungo e che prevede una fase diagnostica e una fase terapeutica, spesso a tappe, e che non sempre è in grado di risolvere il problema e di soddisfare il desiderio di un figlio.

La fase diagnostica è finalizzata alla ricerca della causa, o delle cause, della infertilità, ma non sempre è possibile giungere ad una diagnosi certa. La Riproduzione Umana è un processo di per sé molto articolato, non ancora compreso in tutti i suoi aspetti, influenzato da numerosi fattori e soggetto ad una ampia variabilità biologica tra una coppia e l’altra.

Gli esami diagnostici oggi a disposizione non sono sempre in grado di valutare in maniera precisa ed approfondita ogni fase del processo per questo, in molti casi non si riesce ad identificare il fattore responsabile o dove e perché il processo fallisce, in questi casi non si riesce ad attribuire alla coppia una causa accertata di infertilità (infertilità idiopatica).

L’esito degli esami diagnostici ha comunque un ruolo fondamentale per impostare il successivo percorso terapeutico.

Una corretta metodica diagnostica dell’infertilità deve prevedere un’accurata anamnesi personale fisiologica e patologica, cui fa seguito uno scrupoloso esame obiettivo. Queste due fasi forniscono un inquadramento generale del paziente e indirizzano la scelta degli esami di laboratorio e strumentali più opportuni per giungere alla diagnosi.

Quando la coppia si rivolge ad un centro di riproduzione assistita in primo luogo effettua un colloquio con un medico al fine di valutare la storia clinica.

 

La raccolta di un’anamnesi personale nella donna deve innanzitutto partire dall’età della paziente. Particolare attenzione deve essere posta all’esposizione a fattori tossici ambientali o lavorativi, all’abuso di alcol e fumo, all’assunzione di farmaci capaci di interferire sulla fertilità (antiipertensivi, antidepressivi triciclici). Vanno indagati anche eventuali precedenti interventi, la storia mestruale (menarca, eventuali irregolarità del ciclo) e sessuale, l’anamnesi familiare. L’esame obiettivo in una donna deve comprendere un attento esame ginecologico (indicazioni sulla presenza di malformazioni, infiammazioni o altre condizioni potenziali cause di infertilità) e un esame obiettivo di tutto l’organismo per ottenere informazioni utili riguardo ad una eventuale natura endocrina dell’infertilità.

 

Per quanto riguarda il partner maschile, l’anamnesi del deve risalire innanzitutto all’età puberale, in quanto un suo ritardo potrebbe indicare alterazioni dello sviluppo endocrino genitale; vanno ricercate le malattie veneree o altre patologie come la parotite e la brucellosi, la fibrosi cistica e il diabete. Non va trascurata l’indagine sulle abitudini sessuali della coppia. Vanno raccolte informazioni sull’assunzione di farmaci, droghe, alcol e sull’esposizione a sostanze tossiche (pesticidi), radiazioni e temperature elevate. Infine, vanno indagate le abitudini di vita (utilizzo di motocicli, equitazione, esposizione a contaminanti o al calore), eventuali traumi meccanici all’apparato genitale, la libido, l’erezione e l’eiaculazione.

L’esame clinico dell’uomo è eseguito dall’andrologo, comprende la ricerca di eventuali anomalie a carico del pene e dei testicoli, l’eventuale presenza di patologie (varicocele, idrocele) e la valutazione dei caratteri sessuali secondari.

Il primo passo da fare è rappresentato dall'esame del liquido seminale con prova di capacitazione e ricerca di anticorpi antispermatozoo.

Una volta visionati i risultati degli esami il medico potrà proporre il trattamento più adeguato.