
Fattore età: le coppie in cui la partner femminile ha una età superiore ai 38 anni nel momento in cui è sottoposta ad un ciclo FIVET con o senza ICSI.
Fattore di qualità degli embrioni: le coppie che il giorno del transfer hanno embrioni con un alto grado di frammentazione o in cui gli embrioni dimostrano una lenta divisione.
Fattore inerente alla zona pellucida: le coppie in cui gli embrioni hanno una zona pellucida troppo spessa, oppure quelle coppie in cui il transfer di embrioni e stato già eseguito 3 o più volte e non ha dato esito di gravidanza.
Come si esegue l'apertura della zona pellucida?
L'embrione è tenuto dal lato sinistro con una micropipetta. (Fig.1 e Fig.2)
Con un'altra micropipetta, molto sottile, a destra nelle foto, si espelle in prossimità della zona pellucida una piccola quantità di soluzione acida allo scopo di aprire un varco in questo " guscio" che racchiude l'embrione. (Fig. 1 e Fig.2)
L'embrione viene poi lavato più volte e ritorna nell'incubatore dove è tenuto fino al momento del transfer.
Questa tecnica può essere anche utilizzata anche per aspirare e quindi allontanare dei frammenti citoplasmatici che si possono produrre all'interno dell'embrione.
In questo caso, dopo aver aperto la zona pellucida, si entra delicatamente all'interno dell'embrione con la micropipetta, a destra nella foto, e si aspirano i frammenti in eccesso. (Fig. 2, la freccia nera indica un frammento citoplasmatico per metà già all'interno della micropipetta)
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Quando si esegue questa tecnica?
La mattina stessa del giorno stabilito per il transfer, solitamente il 3º giorno dall'avvenuta fertilizzazione. Dopo poche ore dall'aver eseguito questa tecnica si possono trasferire gli embrioni nell'utero materno.
Diversi studi dimostrerebbero che questo procedimento, in casi selezionati, aumenti le possibilità di impianto dell'embrione una volta trasferito in utero rispetto, nelle stesse condizioni, ad altri embrioni che non hanno subito la stessa tecnica.