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CRA Centro Riproduzione Assistita - ICSI - Microiniezione ovocitaria dello spermatozoo

ICSI - Microiniezione ovocitaria dello spermatozoo

Prevede lo stesso iter di preparazione della FIVET, quello che cambia è la modalità di inseminazione degli ovociti. È una metodica nata nel 1992 per superare la difficoltà a concepire di quelle coppie con un fattore maschile grave (bassa conta e bassa motilità). Oggi l’ICSI è consigliata per tutte le coppie con un'infertilità dovuta a:

  • fattore maschile medio/severo
  • coppie con un ciclo precedente FIVET con fallita fertilizzazione o con un tasso di fertilizzazione inferiore al 25%
  • ridotto recupero di ovociti.
  • Endometriosi grave
  • Età avanzata femminile

Un singolo spermatozoo è iniettato direttamente nell’ovocita mediante uno strumento chiamato micromanipolatore all’interno dell’ovocita. Il biologo attraverso una micropipetta (dal diametro di circa 5 µm) inietta lo spermatozoo all’interno del citoplasma dell’ovocita.

Come per la FIVET 16-18 ore dopo l’inseminazione si verifica l’avvenuta fertilizzazione, cioè la formazione dello zigote dove si possono osservare i due pronuclei (quello maschile e femminile). Anche in questo caso la fecondazione è l’evento atteso ma non si verifica nel 100% dei casi. Un centro di PMA di buon livello dovrebbe garantire alle coppie una percentuale di fertilizzazione variabile dal 50% al 75% (percentuali strettamente legate all’età della paziente, alle caratteristiche degli spermatozoi e alla patologia). Gli embrioni così formati vengono mantenuti in coltura per altre 48 – 72 ore e quindi trasferiti in utero.

Il transfer embrionale è una procedura molto semplice e poco invasiva, assolutamente non traumatica e indolore. Gli embrioni sospesi in un terreno di coltura specifico, vengono aspirati in un catetere e delicatamente depositati nell’utero. Gli embrioni trasferiti al terzo giorno dovrebbero essere formati dalle 6 alle 8 cellule.