FIVET - Fecondazione in vitro

È stata sviluppata alla fine degli anni 70 per trattare coppie la cui sterilità è determinata da un danno tubarico. La tecnica si è poi rivelata utile anche nei casi di endometriosi, di sterilità inspiegata e in presenza di un fattore maschile moderato (motilità e concentrazione degli spermatozoi poco più basse dei valori normali, ma morfologia ottimale).  Inoltre viene proposta in caso di insuccesso con procedure più semplici. Il principale fattore discriminante è comunque rappresentato dall’età della partner femminile. La FIVET è sconsigliata al di sopra dei 38 anni, poichè la qualità ovocitaria lentamente decresce.

La FIVET potrebbe essere eseguita su ciclo spontaneo ma più frequentemente è eseguita accoppiata all’induzione della crescita follicolare multipla. I farmaci utilizzati per portare a maturazione più follicoli sono le gonadotropine associate generalmente a farmaci agonisti o antagonisti del GnRH (ormone rilasciante le gonadotropine) i quali impediscono il prematuro rilascio degli ovociti, favoriscono la loro maturazione e permettono di individuare il momento più idoneo per il prelievo ovocitario (pick-up). Ecografie (Monitoraggi ecografici) e dosaggi ormonali (Estradiolo, LH) permettono di valutare la crescita dei follicoli, la crescita dell’endometrio che riveste l’utero e consentono di individualizzare le dosi terapeutiche e prevenire effetti collaterali. Quando un certo numero di follicoli raggiunge il giusto stadio di crescita, viene indotta la fase finale di maturazione follicolare tramite la somministrazione dell'ormone hCG (gonadotropina corionica umana).

Dopo circa 36 ore dalla somministrazione della HCG viene effettuato il Prelievo ovocitario o pick-up. Si tratta di un intervento che avviene in sedazione per via trans vaginale, di rapida esecuzione, sotto controllo ecografico durante il quale vengono aspirati i follicoli maturati nelle ovaie attraverso l’ausilio di uno specifico ago. I follicoli contengono gli ovociti (cellula uovo) immersi nel liquido follicolare e avvolti da particolari cellule (cellule del cumulo ooforo) che li proteggono e che dovranno essere attraversate dagli spermatozoi per raggiungere l’ovocita. Il fluido follicolare prelevato sarà esaminato in laboratorio e gli ovociti recuperati valutati in termini di morfologia. Circa 5 – 6 ore dopo il pick-up gli ovociti verranno messi in incubazione insieme agli spermatozoi, ottenuti da un campione del liquido seminale del partner maschile opportunamente lavorato e concentrato, in un’adeguata quantità di terreno di coltura, al fine di poter mimare in vitro l’incontro tra la cellula femminile e la cellula maschile cosi come avverrebbe nelle tube. L’ingresso dello spermatozoo nell’ovocita determina l’inizio del processo di fecondazione, che durerà circa 20 ore e porterà alla fusione del DNA materno e paterno e alla formazione dell’embrione.

Dopo 16-18 ore di incubazione si verifica l’avvenuta fertilizzazione, cioè la formazione dello zigote dove si possono osservare i due pronuclei (quello maschile e femminile). La fecondazione è l’evento atteso ma non si verifica nel 100% dei casi. Un centro di PMA di buon livello dovrebbe garantire alle coppie una percentuale di fertilizzazione variabile dal 50% al 75% (percentuali strettamente legate all’età della paziente, alle caratteristiche degli spermatozoi e alla patologia). Gli embrioni così formati vengono mantenuti in coltura per altre 48 – 72 ore e quindi trasferiti in utero. Il transfer embrionale è una procedura molto semplice e poco invasiva, assolutamente non traumatica e indolore. Gli embrioni sospesi in un terreno di coltura specifico, vengono aspirati in un catetere e delicatamente depositati nell’utero. Gli embrioni trasferiti al terzo giorno dovrebbero essere formati dalle 6 alle 8 cellule.

DRCIN07 - Consenso Informato