A.I.H. - Inseminazione intrauterina

 

L'inseminazione intrauterina è una delle metodiche più semplici di fecondazione assistita.

È indicata in donne con disordini ovulatori, in coppie senza un’evidente causa di sterilità (sterilità idiopatica) e in presenza di almeno una tuba aperta. È quindi una tecnica indicata nei casi di: infertilità inspiegata, presenza di almeno una tuba pervia, anovularietà, endometriosi lieve o moderata (stadio 1 e 2), fattore maschile di medio grado, difficoltà nel rapporto sessuale (vaginismo).

Poiché l’AIH prevede una normale o lievemente ridotta capacità degli spermatozoi di fecondare l’ovocita, all’interno dell’apparato riproduttivo femminile, è importante che i test per la valutazione della fertilità maschile mostrino un’accettabile qualità degli spermatozoi (numero, movimento e forma).

Per eseguire un’inseminazione intrauterina, si procede all’induzione dell’ovulazione con somministrazione di farmaci (generalmente gonadotropine) i quali hanno la funzione di stimolare le ovaie a produrre più di un follicolo. Controlli ecografici e ormonali effettuati nel corso della terapia, permettono di modificare la dose dei farmaci per ottimizzare la risposta ovarica e personalizzare il trattamento. Quando due o tre follicoli hanno raggiunto le dimensioni di circa 18 mm, l’ovulazione viene indotta con l’iniezione della gonadotropina corionica umana (hCG).

Il giorno dell'inseminazione è fissato in corrispondenza dell’ovulazione. Lo stesso giorno un campione di liquido seminale del partner viene prodotto (dopo 2 – 5 giorni di astinenza) e trattato in laboratorio in modo da selezionare e concentrare gli spermatozoi mobili in un piccolo volume. Il seme così preparato verrà deposto dal ginecologo nell'utero utilizzando un catetere molto sottile e morbido.

Questa procedura è eseguita in ambulatorio e non è invasiva.

Trascorsi 14 giorni dall’inseminazione sarà eseguito il dosaggio plasmatico della βhCG per verificare se si è instaurata una gravidanza.

 

La maggior parte delle gravidanze, utilizzando questa tecnica, avviene entro i primi 2-3 tentativi. Le percentuali di successo diminuiscono notevolmente superato questo numero; tuttavia si raccomanda di non superare i 4 cicli di trattamento.

Le percentuali di gravidanza sono più basse se l'AIH è utilizzata:

·         in donne con età superiore a 40 anni

·         in donne con scarsa qualità ovocitaria

·         con seme di scarsa qualità

·         in donne con severa o moderata endometriosi

·         in donne con moderata patologia tubarica  

 

Le percentuali di successo dopo AIH (tra il 15 e il 20%) variano notevolmente in relazione all'età della donna, al numero di anni di infertilità della coppia, alla causa della infertilità ed al numero e qualità degli spermatozoi mobili recuperati dal campione di seme dopo trattamento e depositati in utero.

 

DRCIN02 - Consenso Informato